S. Agata - Acquario
Alba: 7.20 - Tramonto: 17.29
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Palazzo della Civiltà italiana

 

Il progetto

Nell'ambito dell'Esposizione Universale che si sarebbe dovuta tenere nel 1942, tra i vari progetti, c'era quello di relaizzare una costruzione da dedicare a una mostra della civiltà italiana che durasse non solo nel periodo dell'Esposizione stessa, ma che fosse permanente.

Per questo venne indetto, nel 1938, un concorso che fu vinto dagli architetti Guerrini, La Padula e Romano. I lavori procedettero a ritmi serratissimi e, appena due anni dopo nel 1940, si tenne l'inaugurazione, anche se in realtà i lavori non erano ancora completati. Fu una delle poche opere completate prima del 1942, anno in cui, a causa della guerra, i lavori vennero sospesi.

Il Commissario Straordinario dell'Ente E42, Vittorio Cini, definì il Palazzo "centro spirituale dell'Esposizione"; la funzione principale era quella di esaltare l'arte, la letteratura, la scienza e la storia italiana, dalle origini fino a Mussolini.

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L'architettura

Palazzo della Civiltà Italiana

L'architettura è ispirata chiaramente al Colosseo, tanto da assumere il soprannome di "Colosseo quadrato". È una costruzione imponente, alta 50 metri (che arrivano a 68 con il basamento) e occupa un'area di ben 8.400 metri quadrati, per un totale di 205.000 metri cubi. Le facciate sono costituite da archi disposti in 6 file orizzonrali e 9 verticali.

Ricoperto interamente in travertino, esternamente, ai quattro angoli del podio, sono posizionate delle sculture, realizzate da Alberto Felci e Publio Morbiducci, che raffigurano i Dioscuri. Al pian terreno, sotto gli archi, sono posizionate 24 statue realizzate nel 1942 da otto ditte specializzate nella lavorazione del marmo. In cima ad ogni facciata è incisa la seguente scritta:
UN POPOLO DI POETI DI ARTISTI DI EROI
DI SANTI DI PENSATORI DI SCIENZIATI
DI NAVIGATORI DI TRASMIGRATORI

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L'interno

All'interno del palazzo ogni piano ha una funzione specifica.

La sala dell'attico era adibita alla civiltà preromana e romana; erano esposti diapositive e fotografie, stampe, carte geografiche e calchi decorativi.

Scendendo di un piano c'era la sala del Medioevo dove c'era un ampio spazio dedicato a San Francesco e al suo Cantico dell Creature, ma anche a Dante, con stampe e codici e dove era prevista la lettura continua delle sue opere.

Nei piani sottostanti si esponevano geli altri periodi storici: l'Umanesimo e il Rinascimento. In questo contesto c'erano spazi dedicati al Boccaccio, Ariosto, Petrarca e alle scoperte di Colombo. Secondo le intenzioni del progetto, gli ambienti successivi dovevano ridursi, fino ad arrivare al '700.

Il secondo piano, dedicato al Risorgimento e al Novecento, era di nuovo uno spazio espositivo ampio.

Il primo piano, infine, era dedicato con grande enfasi alla guerra d'Etiopia e a Mussolini, e qui si trovava una enorme statuta dello stesso Mussolini. L'ubicazione del primo piano non fu casuale, ma frutto dell'idea per cui ai visitatori sia in entrata che in uscita sarebbe sicuramente rimasto impresso Mussolini.

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Dal dopoguerra a oggi

Nel 1947, a seguito dell'occupazione tedesca, il Palazzo viene evacuato. Solo nel nove anni dopo, nel 1956, la Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro ottiene il permesso di poterne utilizzare una parte come uffici. Seguì un linghissimo periodo di abbandono e, nel 1999, si cominciò a pensare come utilizzare l'area. Dopo numerosi dibattiti l'Ente Eur (oggi Eur SpA) siglò un protocollo d'intesa con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali per realizzare, all'interno del Palazzo, il Museo Nazionale dell'Audiovisivo. Nel 2001 fu approvato questo progetto.

Attualmente il Palazzo della Civiltà Italiana è in fase di restauro.

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